La Città della Cultura
CITTÀ-PAESAGGIO
e rigorismo eisemaniano

DESCRIZIONE
La Città della Cultura sorgerà a due miglia di distanza dal centro di Santiago de Compostela, meta di secolari pellegrinaggi designata dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità, nella regione autonoma della Galizia, nella Spagna nord-occidentale.
L’area interessata dal progetto (sup. 173 acri) giace sullo storico monte Galàs.

L’opera è stata commissionata dalla Fondazione Città della Cultura della Galizia, sotto la direzione di Manuel Fraga Iribarne, presidente della Giunta della Galizia (istituzione di governo della comunità galleca) e Jesús Pérez Varela, Assessore alla Cultura, Politiche Sociali e Turismo. Il progetto gode dell’appoggio del Ministero della Pubblica Istruzione, Cultura e Sport.

L’Assessorato nel mese di febbraio 1999 ha bandito il concorso. Undici proposte hanno affrontato la fase finale: quelle di Ricardo Bofill, Peter Eisenman, José Manuel Gallego, Annette Gigon e Mike Guyer, Steven Holl, Rem Koolhaas, Daniel Liebeskind, Juan Navarro, Jean Nouvel, Dominique Perrault e César Portela.
Nel mese di agosto la giuria si è espressa in favore della firm guidata da Eisenman.
Il 15 febbraio 2001 è stata posta durante una cerimonia ufficiale la prima pietra.
Il primo lotto (amministrazione e servizi) dovrebbe essere già completato, la biblioteca sarà pronta nel prossimo autunno, la restante parte del complesso entro l’estate 2004.
Gli edifici copriranno una superficie di 75.000 mq, e l’operazione comporterà una spesa di 125.000.000 di dollari.

L’idea è quella di creare un centro di promozione e tutela della cultura gallega d’importanza nazionale ed internazionale seguendo le esigenze proprie della società dell’informazione.

Commentando il concorso, Eisenman ha detto: “ci siamo trovati davanti ad un programma complesso ed affascinante, per cui gli obiettivi hanno conformato gli spazi e le funzioni. La prima richiesta era quella di un disegno aperto e dinamico, in modo da rendere possibile la flessibilità all’uso. Possiamo pensare a questa richiesta come priorità assoluta del progetto. Per quanto sembri strano, questo è risultato essere il caso”.
L'obiettivo è quello di creare un organismo in cui sistemi d'informazione e arte, eredità culturale e tecnologie avanzate possano incontrarsi.
Il processo progettuale ipotizza la sovrapposizione di tre layer:
la trasposizione della planimetria del nucleo medievale della città (potremmo chiamarlo il livello della memoria); quello riferito ad una griglia cartesiana (il livello dell’intenzione progettuale) ed infine quello della superficie topografica. Quest’ultima è una superficie tridimensionale capace di portare la memoria a livello di intenzione e viceversa, in una ricerca di simultaneità. La cittadella nasce come sintesi dei livelli anzidetti.
Dice Eisenman: “Per me, la nuova idea non è più quella di portarsi avanti, verso il futuro, ma di dare attualità al passato, ricollocandolo nel presente. Allora non c'è più la nostalgia, ma la realtà del passato nel presente”.

La collina viene scavata per accogliere l’edificio, placcato e coperto con la pietra del luogo, come se la struttura non fosse costruzione artificiale, bensì paesaggio naturale solcato dai percorsi. La collina in tal modo diventa moderno luogo di pellegrinaggio.
”La terra anziché essere concepita come fondo contro cui le costruzioni si pongono, si eleva qui a figura, le costruzioni sono celate dalla terra. È un nuovo genere di tessuto urbano, nel quale lo spazio abitato è naturale ma scavato. La codificazione del passato medioevale della città, nel CCG genera il senso di presente attivo, trovato in una nuova forma tattile e pulsante.
Le forme esterne non rivelano le funzioni interne; gli spazi accolgono le funzioni indefinitamente. In questo modo, il progetto permette letture espandibili e multi-livellate delle relative forme, mentre il programma può modificarsi liberamente in avvenire”.

Gli edifici componenti la cittadella sono sei:
il Museo di Storia Galleca;
il Centro delle Nuove Tecnologie;
il Teatro della Musica (capienza 1500 spettatori);
la Biblioteca (per 1.000.000 di libri);
l’Emeroteca Galiziana;
un edificio per l’amministrazione centrale ed i servizi di ristoro.
Parte integrante del complesso sarà l’Arboreto della Galizia.

Eisenman ha trattato le costruzioni come accoppiamenti. Il museo è accoppiato con il centro tecnologico, la biblioteca con l'emeroteca, il teatro della musica con i servizi e l’amministrazione. Il risultato secondo l’architetto è una sequenza “di rapporti su scala ridotta all'interno del complesso, come il ‘contrappunto’ e la ‘sincope’ in una composizione di jazz”.

Anche se la biblioteca (11.300 mq) e l’emeroteca (8000 mq) sono progettati come strutture uniche ed indipendenti, le due costruzioni condividono una via pedonale al livello della piazza e un piano di caricamento al di sotto. La via esterna coperta separa le zone principali delle due costruzioni.
La biblioteca galiziana è la costruzione più vicina al parcheggio per i veicoli e, pertanto, è concepita come porta d’entrata al CCG. Un'esposizione multimediale, funge da centro d'informazione, aprentesi sulla via pedonale coperta delle biblioteche. Gli spazi pubblici principali della biblioteca - una sala di lettura di 1.500 mq, una biblioteca virtuale, una sala di lettura multimediale e il punto informativo, sono situati al piano principale.
L'entrata principale all’emeroteca è al livello della piazza, congiunta con uno spazio espositivo all’archivio. Anche se la maggior parte delle sale è chiusa al pubblico, un archivio digitale e un centro informativo situati al piano inferiore, comunicano con il cortile interno.

Il museo di storia della Galizia (16.000 mq) accoglie al livello della piazza le funzioni pubbliche principali. I punti vendita del museo e le botteghe artigiane sono di fronte la via pedonale, con accesso sia dalla via che dal museo. Le gallerie per l'installazione permanente si eleva dal livello della piazza; le esposizioni temporanee sono alloggiate al livello sottostante. Sono applicate tecnologie audiovisive avanzate per facilitare la conoscenza della storia galleca.

Il centro delle nuove tecnologie (12.500 mq) accoglie tre tipi di funzioni: gallerie flessibili che mostrano le tecnologie dei media emergenti; una zona di intrattenimento con materiali quali video giochi e giochi di realtà virtuale e un archivio multimediale, collegato con le sale, le installazioni di ricerca e gli uffici amministrativi. La costruzione ha due entrate pubbliche al livello della piazza, con vendita al dettaglio adiacente. Le gallerie delle nuove tecnologie occupano tre livelli e si affacciano sul cortile interno; flessibili nell'organizzazione, possono accogliere in futuro l’installazione di un cinema del tipo IMAX. L’archivio e l’area educativa sono localizzati ad un livello sottostante la piazza ed hanno una propria entrata sfruttando il pendio del luogo.

Il teatro della musica (20.500 mq) è progettato per accogliere non soltanto l'opera classica, il balletto ed altre forme di teatro musicale, ma anche concerti, conferenze e incontri. Il palco è ampio 600 mq.

L’edificio dei servizi e amministrazione centrale (4.700 mq) è situato di fronte al teatro della musica, sul lato nord di una via pedonale comune. Progettata per grandi assembramenti, la costruzione prevede servizi di catering, due grandi sale di lettura al livello di entrata e al secondo livello un’area di ricevimento che può accogliere 1.000 persone per i cocktail o 300 per un pasto completo. Gli uffici amministrativi sono situati al secondo e terzo livello.

Circonda il CCG l'arboreto della Galizia: una zona di giardini e di bosco autoctono, concepita come attrezzatura di ricreazione nonché didattica. Mentre dimostra l'importanza della biodiversità e della conservazione dell'habitat, l'arboreto può anche assumere funzione cerimoniale, dal momento in cui VIP gallechi e ospiti d’onore possono essere invitati a piantare le specie locali, come segno da lasciare sul CCG.

Il progetto è stato presentato dallo stesso Eisenman alla Biennale di Venezia 2002.

Bibliografia & link
ISOTTA CORTESI, City of Culture, in “Area” n. 63, luglio/agosto 2002, anno XIII, pp. 36-47
http://www.designarchitecture.com/view_article.cfm?aid=342
http://www.larchitetto.archiworld.it/stampa02/stampa/mat091002.pdf.
www.xunta.es/Galicia2001/G200121I.pdf

Progetto
Eisenman Architects
Peter Eisenman
con
Richard Rosson
Project team: Hui-Min Chan, Sebastian Mittendorfer, Selim Vural, Susan Wong
Project assistants: Diego Algarrada, Joe Bailey, Lihi Gerstner, Monika Groebel, Richard Hunt, Sofia Karim, Yanni Loukissas, Wei Wei Shannon, Sergio Socolovsky, H.K. Tran
Structural engineering: Büro Happold Consulting Engineers
PC structural engineering project team: Andre Chaszar, Craig Schwitter
Landscape design: Olin Partnership, Laurie Olin