Autoritratto

IO E L'ARCHITETTURA

Attraverso la mia architettura ambisco a far sapere che ci sono, ad esprimere come sono e ad incidere sulla realtà.

A tal fine l'architettura si sostanzia più che in una indagine sulle cose della natura, in una indagine sulla natura delle cose.

Ha valore in quanto ricerca del senso profondo. Anche del proprio (dell'architettura e dell'architetto). In ultima analisi è autocostruzione (della disciplina e dello spirito).

L'architettura non è intesa esclusivamente come libera espressione di istanze profonde, ma anche e soprattutto come lavoro paziente.

Le immagini sono volutamente poco elaborate, avendo valore di rappresentazioni della realtà fenomenica. Il ragno, vittima di una somministrazione di LSD, compare in AA.VV., Pronto soccorso oggi, Velar, Bergamo 1981, p. 179; lo sfondo, ingrandimento al microscopio elettronico di una cellula vegetale, è tratto da P. MOTTA, Anatomia microscopica, Piccin, Padova 1984; p. 30, tav. 1.20.

 

Grazie a Danilo, il quale suggerendomi con grande acutezza una interessante lettura psicologica della composizione, mi ha dimostrato come spesso quel che si dice va oltre ciò che si vorrebbe dire

 

Link relativo alla collezione completa degli autoritratti del corso CAAD 2003 e alla mostra KAIROS